CILA o SCIA: le differenze e quando serve l'una o l'altra
Dipende da cosa tocchi: se il lavoro riguarda le strutture serve la SCIA, se no spesso basta la CILA. La regola in parole semplici, con i casi più comuni e cosa succede se la dimentichi.
- La CILA (DPR 380/2001, articolo 6-bis) serve per i lavori che non rientrano nell'edilizia libera e non toccano le parti strutturali, come la manutenzione straordinaria leggera.
- La SCIA (articolo 22) serve quando i lavori toccano le parti strutturali dell'edificio, ad esempio manutenzione straordinaria o restauro su strutture e molte ristrutturazioni.
- Con tutte e due i lavori possono iniziare dalla presentazione. Chi non presenta la CILA rischia una sanzione di 1.000 euro, ridotta di due terzi se la presenta spontaneamente a lavori in corso.
La regola in una riga
Il Testo unico dell'edilizia mette i lavori su una scala. In fondo c'è l'edilizia libera, che non chiede niente al Comune. Poi la CILA, poi la SCIA, in cima il permesso di costruire. La domanda da farsi è una: il lavoro tocca le parti strutturali dell'edificio? Se sì, si sale almeno alla SCIA.
Le differenze, una accanto all'altra
| CILA | SCIA | |
|---|---|---|
| Norma | DPR 380/2001, art. 6-bis | DPR 380/2001, art. 22 |
| Per cosa | Lavori che non toccano le strutture: spostare tramezzi, rifare impianti e bagni, cambiare la distribuzione interna | Lavori sulle parti strutturali, restauro e risanamento con interventi strutturali, ristrutturazione che non richiede il permesso |
| Chi la firma | Il committente, con un tecnico abilitato che assevera il progetto | Il committente, con un tecnico abilitato che assevera il progetto |
| Quando si inizia | Dalla presentazione | Dalla presentazione |
| Controllo del Comune | Verifica formale, controlli a campione | Il Comune ha 30 giorni per verificare e può vietare la prosecuzione |
| Se manca | Sanzione di 1.000 euro, ridotta di due terzi se presentata a lavori in corso | Sanzioni dell'articolo 37 del Testo unico, più pesanti |
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GuardaI casi che creano più dubbi
- Rifare il bagno senza spostare muri: spesso è manutenzione ordinaria, quindi edilizia libera. Se cambi la distribuzione o rifai gli impianti in modo esteso, di solito serve la CILA.
- Aprire una porta in un muro portante: tocca la struttura, quindi SCIA, con il deposito o l'autorizzazione sismica dove richiesti.
- Cambiare le finestre: con uguale forma e dimensione è edilizia libera. Se cambiano sagoma o materiali in zone vincolate, possono servire titoli e permessi in più.
- Unire o dividere due appartamenti: se non cambia la destinazione d'uso e non si toccano le strutture è manutenzione straordinaria, di solito con CILA.
Per i nomi dei lavori fa testo il glossario dell'edilizia libera approvato con decreto ministeriale del 2 marzo 2018. Il regolamento del tuo Comune e i vincoli sull'immobile possono aggiungere obblighi.
Il titolo edilizio lo sceglie il tecnico, ma l'impresa deve sapere qual è: è lei che apre il cantiere e mette il cartello.
Cosa resta all'impresa
- Chiedi copia della CILA o della SCIA con la ricevuta di presentazione prima di iniziare.
- Riporta numero e data sul cartello di cantiere.
- Se durante i lavori il progetto cambia, avvisa il tecnico: una variante può richiedere un titolo diverso.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra CILA e SCIA?
La CILA è per i lavori che non toccano le parti strutturali; la SCIA serve quando i lavori interessano le strutture o sono ristrutturazioni che non richiedono il permesso di costruire.
Con la SCIA posso iniziare subito?
Sì, dalla presentazione. Il Comune ha però 30 giorni per controllare e, se mancano i requisiti, può vietare di proseguire.
Si può fare una CILA in sanatoria?
Se i lavori sono già iniziati o finiti si può presentare la CILA tardiva pagando la sanzione: 1.000 euro, ridotta di due terzi se i lavori sono ancora in corso.
La CILA la può presentare l'impresa?
La presenta il committente, cioè il proprietario o chi ha titolo, con l'asseverazione di un tecnico abilitato. L'impresa va indicata nella pratica.
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Fonti
- DPR 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico dell'edilizia, articoli 6, 6-bis, 22, 23 e 37 (Normattiva)
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: glossario dell'edilizia libera, decreto 2 marzo 2018
Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se la norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.