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CILA o SCIA: le differenze e quando serve l'una o l'altra

Dipende da cosa tocchi: se il lavoro riguarda le strutture serve la SCIA, se no spesso basta la CILA. La regola in parole semplici, con i casi più comuni e cosa succede se la dimentichi.

di Fatti di Cantiere6 minuti
Disegni e documenti di progetto sul tavolo di un ufficio di cantiere
La scelta del titolo edilizio si fa sul progetto, prima di aprire il cantiere.
I fatti in tre righe
  • La CILA (DPR 380/2001, articolo 6-bis) serve per i lavori che non rientrano nell'edilizia libera e non toccano le parti strutturali, come la manutenzione straordinaria leggera.
  • La SCIA (articolo 22) serve quando i lavori toccano le parti strutturali dell'edificio, ad esempio manutenzione straordinaria o restauro su strutture e molte ristrutturazioni.
  • Con tutte e due i lavori possono iniziare dalla presentazione. Chi non presenta la CILA rischia una sanzione di 1.000 euro, ridotta di due terzi se la presenta spontaneamente a lavori in corso.

La regola in una riga

Il Testo unico dell'edilizia mette i lavori su una scala. In fondo c'è l'edilizia libera, che non chiede niente al Comune. Poi la CILA, poi la SCIA, in cima il permesso di costruire. La domanda da farsi è una: il lavoro tocca le parti strutturali dell'edificio? Se sì, si sale almeno alla SCIA.

Le differenze, una accanto all'altra

CILASCIA
NormaDPR 380/2001, art. 6-bisDPR 380/2001, art. 22
Per cosaLavori che non toccano le strutture: spostare tramezzi, rifare impianti e bagni, cambiare la distribuzione internaLavori sulle parti strutturali, restauro e risanamento con interventi strutturali, ristrutturazione che non richiede il permesso
Chi la firmaIl committente, con un tecnico abilitato che assevera il progettoIl committente, con un tecnico abilitato che assevera il progetto
Quando si iniziaDalla presentazioneDalla presentazione
Controllo del ComuneVerifica formale, controlli a campioneIl Comune ha 30 giorni per verificare e può vietare la prosecuzione
Se mancaSanzione di 1.000 euro, ridotta di due terzi se presentata a lavori in corsoSanzioni dell'articolo 37 del Testo unico, più pesanti

I casi che creano più dubbi

Per i nomi dei lavori fa testo il glossario dell'edilizia libera approvato con decreto ministeriale del 2 marzo 2018. Il regolamento del tuo Comune e i vincoli sull'immobile possono aggiungere obblighi.

Il titolo edilizio lo sceglie il tecnico, ma l'impresa deve sapere qual è: è lei che apre il cantiere e mette il cartello.

Cosa resta all'impresa

Domande frequenti

Qual è la differenza tra CILA e SCIA?

La CILA è per i lavori che non toccano le parti strutturali; la SCIA serve quando i lavori interessano le strutture o sono ristrutturazioni che non richiedono il permesso di costruire.

Con la SCIA posso iniziare subito?

Sì, dalla presentazione. Il Comune ha però 30 giorni per controllare e, se mancano i requisiti, può vietare di proseguire.

Si può fare una CILA in sanatoria?

Se i lavori sono già iniziati o finiti si può presentare la CILA tardiva pagando la sanzione: 1.000 euro, ridotta di due terzi se i lavori sono ancora in corso.

La CILA la può presentare l'impresa?

La presenta il committente, cioè il proprietario o chi ha titolo, con l'asseverazione di un tecnico abilitato. L'impresa va indicata nella pratica.

Fonti

  1. DPR 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico dell'edilizia, articoli 6, 6-bis, 22, 23 e 37 (Normattiva)
  2. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: glossario dell'edilizia libera, decreto 2 marzo 2018

Scritto sulle fonti ufficiali indicate qui sopra. Se la norma cambia, aggiorniamo questa pagina e scriviamo cosa è cambiato.